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Pedagogia curativa

"ll nostro giusto compito come educatori è quello di rimuovere gli ostacoli.
Ogni bambino di qualsiasi età porta qualcosa di nuovo nel mondo.
Ed è nostro compito come educatori, di rimuovere gli ostacoli fisici e psichici dal suo cammino, rimuovere gli ostacoli affinché il suo spirito possa manifestarsi nella vita in piena libertà"
Rudolf Steiner

 

Nel 2001 è iniziata all’interno della scuola “Rudolf Steiner” di via Clericetti 45 a Milano, un’esperienza di Pedagogia Curativa a favore di due allievi normalmente definiti “con disabilità grave”.
In questi anni l’esperienza si è ampliata arrivando a coinvolgere cinque bambini e, parallelamente, si è arricchito il gruppo di lavoro, ora formato da insegnanti, esperti, terapeuti ed un medico.

 

Labirinto nella stanza di pedagogia curativaIl progetto per l’anno 2007-2008 coinvolge cinque bambini fra i nove e i dieci anni.
I bambini che frequentano il gruppo di Pedagogia Curativa sono iscritti alle classi relative, a seconda della loro età anagrafica, con un piano educativo individualizzato (PEI); il PEI di ogni bambino segue gli obiettivi generali del programma steineriano adatto a quell’età, ma illustra come la didattica sia proposta in modo completamente diverso nei tempi e nella modalità.

L’approccio didattico, per questi bambini prevede che ogni argomento sia trattato in modo concreto, esperienziale e specificatamente “curativo”.
Questo significa che l’insegnante agisce in modo sottilmente diverso per ogni bambino, pur all’interno di una lezione corale, cercando di armonizzare, attraverso la didattica, ciò che nel bambino si presenta come unilateralità; per poter fare questo è necessario ovviamente uno sguardo sull’allievo che non è solo pedagogico, ma anche medico e terapeutico.
La didattica parte dunque da una conoscenza approfondita dei processi fisici, fisiologici e animici del bambino. A garantire tale possibilità di approccio è il fatto che il Consiglio di Classe, oltre che dalle insegnanti e dagli esperti è formato da terapeuti e da un medico.
Le attività artistiche, la musica, l’euritmia, sono dunque proposte da terapeuti in un ambito collettivo con approcci e brevi interventi individuali all’interno della lezione.
Laddove si ritiene necessario, il Consiglio di Classe propone degli interventi terapeutici individualizzati capaci di riprendere i fili dello sviluppo dove questo ha subito blocchi, ritardi o interruzioni.

La supervisione dell’attività è svolta dal dott. Bruno Callegaro, medico scolastico dell’istituto Lauterbad e della scuola speciale Jean Paul Schule di Kassel (Germania) e docente responsabile presso il seminario di formazione di Pedagogia Curativa “Heilpaedagogiches seminar” di Kassel .
Viene inoltre mantenuto un rapporto, laddove la famiglia sia d’accordo, con i medici specialisti dei bambini, a titolo di scambio e confronto reciproco.
L’obiettivo primo di tale percorso pedagogico non è dunque quello di “normalizzare”, ma di guidare ogni bambino attraverso un processo di individualizzazione e di crescita personale seguendo il ciclo di studi che in una scuola Waldorf è strutturato come un continuum dalla I classe elementare alla VIII classe (terza media).
Anche i bambini del gruppo di Pedagogia Curativa devono avere l’opportunità di vivere l’intero percorso, secondo un progetto a loro adeguato.

 

La diminuzione consistente del Contributo Ministeriale per l’handicap nelle classi medie fa sì che dalla VI classe sia necessario cercare all’esterno donazioni ed aiuti che, oltre alle risorse dei genitori, non solo coprano le spese, ma permettano la ricerca e l’utilizzo di nuovi spazi essendo ormai insufficienti quelli di via Clericetti .
Lo sforzo del progetto di Pedagogia Curativa è quello di fornire la possibilità di proseguire un percorso scolastico formativo appropriato almeno fino al termine dell’obbligo scolastico, non solo per questi bambini, ma anche per soddisfare le richieste di altri di poter sperimentare tale percorso di crescita.
Donazioni ed aiuti esterni sono perciò indispensabili per continuare l’attività senza gravare ulteriormente sul reddito dei genitori.

 

Pedagogia Waldorf e Medicina Antroposofica incontrano motivi e interessi comuni nella Pedagogia Curativa quale risposta al disagio e all’handicap. La comprensione e la ricerca delle strategie applicative necessarie per affrontare quest’urgenza nell’educazione, trovano massimo giovamento da un lavoro comune fra pedagoghi e medici.
Nel 1924 Rudolf Steiner tiene una serie di conferenze a una piccola cerchia di persone prevalentemente attive in campo educativo e medico. Vengono poste allora le prime basi della Pedagogia Curativa che costituisce una ricchezza di indirizzi diagnostici e strumenti pedagogici-terapeutici volti alla comprensione e al supporto del disagio nel bambino o ragazzo nella fascia dell’età scolare.
Attualmente la Pedagogia Curativa porta il suo contributo principalmente in due direzioni: una rivolta al supporto e alla integrazione di bimbi con disturbi di apprendimento o comportamento nella normale attività scolastica, l’altra nella creazione di realtà autonome in cui i bambini con particolari necessità vengono coinvolti in offerte didattiche e terapeutiche a sostegno del loro singolare processo di crescita. Per ogni fascia di età l’intento è quello di portare a massima dignità il singolo, riconoscendo e sostenendo ogni sua più piccola potenzialità.
Oltre l’obbligo scolare, l’attività della Pedagogia Curativa si continua nella Socioterapia ad indirizzo antroposofico. Questa costituisce un ambito professionale che si adopera nel fornire al ragazzo o all’adulto la più opportuna valorizzazione individuale nel contesto sociale. Ciò si realizza sia mediante il consolidamento delle tappe di apprendimento raggiunte, sia supportando l’acquisizione di abilità artigianali-lavorative sempre nell’ottica della più piena realizzazione personale.

 

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